Prendete Gaza, un territorio devastato senza più case, ospedali, scuole, le strade irriconoscibili e occupate da macerie. Una popolazione, in gran parte giovane, decimata e in fuga. Gli anziani, pochi e malmessi. In fuga anche loro, ma non si sa dove, attaccati alle poche cose e privi di quell’assistenza “dedicata” di cui gli anziani hanno bisogno: a loro coperte, cibo e acqua non bastano. Servono soprattutto medicinali, ma anche banalmente pannoloni, stampelle, sedie a rotelle e persone che si facciano carico di coloro che non sono autosufficienti. Per loro non c’è spazio nell’emergenza, perché altri si devono salvare e gli anziani rimangono indietro, soprattutto se sono una minoranza.
Prendete L’Ucraina, lì gli anziani sono una parte importante della popolazione, gli unici rimasti a presidiare città e paesi, abbandonati da chi è andato a combattere, o da chi ha potuto mettersi più al sicuro. Rimasti nella loro solitudine a decidere se resistere nelle proprie case o affrontare un destino sempre rischioso e chissà dove. I pochi soldi rimasti della pensione utilizzati per beni di prima necessità, i medicinali scarsi e introvabili. Anche loro hanno bisogno di attenzioni e cure particolari perché comunque l’età stessa pone di limiti, che per molti diventano invalicabili.
In Palestina, come in Ucraina e in molti altri Paesi e associazioni umanitarie e sanitarie fanno il possibile, con una rete di solidarietà efficiente tuttavia limitata dal contesto difficile, spesso impossibile. Helpage International è direttamente impegnata, o tramite suoi partner, al sostegno degli anziani con un’attenzione particolare a soddisfare i loro bisogni peculiari.
Come a Gaza e in molte altre parti del mondo, dove se non bastasse la guerra arrivano terremoti e inondazioni, la parte più fragile ed esposta della popolazione è quella anziana, insieme ai bambini. Il rischio maggiore, sempre e ovunque è quello di “essere lasciati indietro”: E anche nelle società che si dicono “ricche” la situazione per loro non è rosea: sono i primi a entrare in sofferenza quando c’è una crisi economica o quando i servizi di base, pensiamo alla sanità, non funzionano. E sono pure gli ultimi a usufruire di politiche sociali di sostegno. La terza età significa sempre più spesso solitudine: un recente sondaggio dell’Istituto Superiore della Sanità italiano dice che il 16 per cento degli anziani (ricordiamo che siamo tra i paesi più “vecchi” del mondo) nel biennio 2022-23 è stato per un’intera settimana senza parlare con nessuno, nemmeno al telefono.
Ovviamente dove non ci sono guerre o cataclismi i bisogni degli anziani sono diversi, ma i diritti sono invece sempre gli stessi, ovunque: dignità, sicurezza e salute. Helpage sostiene il lavoro che le Nazioni Unite stanno facendo per giungere a una Convenzione internazionale sui diritti degli anziani. Una Convenzione per tutti gli anziani del mondo, una base sulla quale costruire un futuro migliore e che guiderà le istituzioni verso la strada giusta. Helpage continuerà a fare la sua parte, ma solo la pressione della società civile e di tutti quelli che difendono i diritti delle persone anziane come i nostri sostenitori e donatori, farà la differenza!
Il cammino per affermare propri diritti non è mai semplice e rapido, ma si stanno facendo passi avanti. Nella Giornata Mondiale degli anziani questa è una buona notizia!